SCUOLA
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Collaborazione con il corpo docente per individuazione strategie

Molto spesso nelle scuole c’è uno psicologo, figura utilissima, che viene consultata dagli insegnanti per parlare dei problemi riscontrati nella classe e/o in un singolo alunno per poi definire come intervenire. Talvolta succede che questi psicologi chiamino l’assistente sociale per capire come aiutare nella pratica questo minore laddove il loro supporto non sia usufruibile per non volontà dei genitori, del minore stesso o per le poche ore a disposizione. Che risorse ha il territorio? Come ci si accede? Come si può elaborare una progettualità ad hoc per l’affronto del problema?

Un lavoro integrato lo permette.

 

Consulenza psicosociale su singolo caso e/o dinamiche di classe

Nelle situazioni in cui la scuola non ha la possibilità di avere in organico uno psicologo il personale docente deve potersi confrontare, anche mantenendo l’anonimato del soggetto bisognoso di aiuto, per poter affrontare una situazione che mette l’intero sistema scolastico in difficoltà ma soprattutto in una situazione di potenziale pregiudizio il minore. Lo studio ha a disposizione una equipe multidisciplinare che lavorando in maniera integrata permetterà di affrontare le situazioni tenendo conto di tutte le possibili interazioni (sociale, psicologica, neuropsicologica, logopedica).

 

Formazione insegnanti:

 

ALLEATI O ALLONTANATI: 3 incontri di 3 h ciascuno con insegnanti di ogni ordine e grado per conoscere le prassi e le responsabilità giuridiche nell’esercizio del proprio ruolo nei casi di sospetto pregiudizio. “Perché la Tutela minori vuole un colloquio? Cosa devo dire, scrivere? E se poi lo sanno i genitori? Il Giudice mi convocherà? E se non lo dico tanto ci sono altri a dover segnalare”.

La formazione non avverrà in maniera puramente frontale, si utilizzeranno strumenti interattivi, partecipativi ed esempi anche presi da casi anonimi riportati dagli stessi insegnanti.

 

LA TUTELA DEL MINORE: 3 incontri di 3 h ciascuno con insegnanti di ogni ordine e grado. Cosa è il pregiudizio? Come si tutela un minore? Quali sono i segnali di potenziale pericolo, come valutarli, comunicarli (a chi, come, entro quando), rischi personali e professionali. Il senso di avere relazioni con i Servizi Sociali del territorio: buone prassi.

La formazione non avverrà in maniera puramente frontale, si utilizzeranno strumenti interattivi, partecipativi ed esempi anche presi da casi anonimi riportati dagli stessi insegnanti.

 

 

 

Progettazione partecipata

Il lavoro dell’equipe di lavoro coordinata in queste progettualità dall’assistente sociale si basa sull’ascolto, sull’attento studio di quanto si ha in termini di risorse umane, monetarie, materiali, intellettuali. Intorno a questo si sviluppa una progettazione pensata ad hoc, mirata e rispondente al reale bisogno. Molto spesso per realizzarla mi avvalgo di altre figure importanti quali psicologi, educatori, avvocati, sessuologi, esperti nel cyberbullismo, Forze dell’Ordine. Se necessario si coinvolgono Servizi del Territorio anche per la raccolta di fondi necessari alla realizzazione. Tempi, costi e modalità definibili quindi di volta in volta.