METODO DI STUDIO

Avere un buon metodo di studio migliora il rendimento scolastico e l’autostima

Studiare materie complesse e articolate come storia, geografia o scienze non è sempre facile.

Alcuni bambini trovano fin da subito un metodo personale ed efficace per affrontare lo studio, altri invece hanno bisogno di sperimentare diverse strade fino a trovare la propria. Questa acquisizione non sempre si raggiunge con il lavoro a scuola e può essere utile il consulto di un professionista.

Spesso ci raccontate che le conseguenze di un mancato metodo di studio sono:

 

Come possiamo aiutare bambini e ragazzi?

Lo studio associato integrato 6inEquipe propone percorsi in piccoli gruppi di lavoro per la scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, organizzati in base all’età, con l’obiettivo di aiutarli a costruire il proprio metodo di studio. La logopedista, che si occupa di questo potenziamento scolastico, non offre quindi ripetizioni nelle materie specifiche ma la creazione di un approccio allo studio personalizzato ed efficace nell’affrontare materie anche molto diverse tra loro, favorendo così l’autonomia del ragazzo. In particolare, riconoscendo risorse personali e difficoltà specifiche, orienta l’individuazione di strategie coerenti e funzionali. Il piccolo gruppo a propria volta diviene laboratorio di condivisione, confronto e sperimentazione alla pari.

 

Per chi è utile un percorso sul metodo di studio?

– Ragazzi con difficoltà di attenzione, al fine di trovare strategie in grado di limitare le distrazioni e ridurre il tempo dedicato allo studio

– Studenti con poca autonomia, che quindi ricevono molto aiuto in casa e/o da insegnanti privati, oppure ragazzi poco motivati nei confronti della scuola

– Studenti con Dislessia e altri DSA, per trovare vie che possano superare le difficoltà di letto-scrittura

Il metodo di studio in quanto personalizzato rispetta tutte le caratteristiche della persona, comprese le difficoltà specifiche di apprendimento e di attenzione/iperattività. Nel percorso vengono anche addestrati, se necessario, all’utilizzo di strumenti compensativi quali l’uso del pc per lo studio e come strumento per prendere appunti in classe e la creazione di mappe, schemi e tabelle. Attraverso l’analisi delle indicazioni emerse in sede di diagnosi si lavora anche sulla presa di consapevolezza delle proprie caratteristiche per valorizzare le risorse e compensare i limiti al momento dello studio.

Molto spesso, inoltre, gli strumenti cosiddetti “compensativi” che vengono proposti ai ragazzi con un disturbo specifico di apprendimento possono infatti essere uno strumento utile per tutti per imparare a studiare, anche per ragazzi che non hanno questo tipo di difficoltà.

 

Potenziamento del metodo di studio nella scuola media e superiore

L’acquisizione precoce di un buon metodo di studio favorisce il percorso scolastico, ma è possibile apprenderne uno anche alla scuola superiore o all’università.

Molto spesso ragazzi che frequentano le scuole medie o superiori incontrano difficoltà nello studio di materie nuove (come ad esempio tecnologia, lingue straniere, lingue antiche, ecc.) o materie già conosciute che si fanno sempre più complesse o aumentano il carico di lavoro, come succede ad esempio per storia, scienze.

Le difficoltà possono essere su diversi fronti: organizzazione dello studio, mancanza di autonomia, difficoltà nel mantenere la concentrazione, molto tempo passato su compiti e studio con risultati non in linea con lo sforzo. Le conseguenze possono essere diverse: ripetizioni per lunghi periodi, perdita di motivazione, percezione di scarsa efficacia personale, calo di autostima, disinvestimento verso la scuola, ansia.

Quando la richiesta aumenta, dunque, diventa fondamentale avere un metodo di studio personalizzato ed efficace, capace quindi di valorizzare i propri punti di forza e di superare eventuali difficoltà. Il metodo di studio si costruisce nel tempo fino a consolidarsi nel corso delle scuole superiori e non è univoco, uguale per tutti. Nella costruzione del proprio metodo personale di studio alcuni ragazzi possono trovare delle difficoltà.

 

 

5 PASSI PER ARRIVARE AL TUO METODO DI STUDIO

 

  1. PRENDI CONSAPEVOLEZZA DEI TUOI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA
  2. ORGANIZZA IN MODO EFFICACE LO SPAZIO E IL TEMPO DI STUDIO …E GODITI IL TEMPO LIBERO!
  3. SPERIMENTA STRATEGIE DI STUDIO E DI MEMORIZZAZIONE
  4. EMOZIONI E RELAZIONI: UNA PARTE FONDAMENTALE DELL’APPRENDIMENTO
  5. OTTIENI RISULTATI IN LINEA CON LE ENERGIE INVESTITE

 

Sappiamo con certezza che IL metodo di studio per eccellenza non esiste, questo perché ognuno di noi ha caratteristiche proprie, un funzionamento neuropsicologico individuale e un’esperienza verso l’apprendimento soggettiva.

  • CONSAPEVOLEZZA

Per questo motivo per imparare il primo passo è conoscersimeglio,  prendere consapevolezza di chi sono e di come mi muovo nel conoscere e fare mio il nuovo. Prendere consapevolezza dei punti di forzae dei punti di debolezzasoggettiva è un processo che si muove con l’auto-osservazione e con il porsi delle domande: Cosa mi piace? Cosa mi riesce bene? Sono una persona organizzata? Tendo ad essere disordinato? Sono creativo? Cosa mi rimane impresso di un’esperienza: immagini, suoni, movimenti? Come funziona la mia memoria? Cosa mi aiuta a mantenere l’attenzione? Quali sono i miei tempi attentivi?

Rispondere a queste ed altre domande aiuta a limitare l’impatto dei punti di debolezza, che ognuno di noi ha, e ad ottimizzare i punti di forza rendendo quindi la propria esperienza scolastica, formativa e di apprendimento il più piacevole e produttiva possibile.

  • ORGANIZZAZIONE

L’apprendimento ha diverse fasi e, affinché resti qualcosa di stabile nel tempo, occorre poterlo integrare e consolidare. Per questo l’ambientescuola, l’ambiente casa e le esperienze di vita, se si muovono in maniera sufficientemente coerente, creano un continuum. Capitalizzare al meglio le lezioni (l’ascolto attivo, come prendere appunti, l’uso del diario, le interrogazioni dei compagni), rendere l’ambiente di studio a casa libero da distrazioni ma anche confortevole ed accogliente, ascoltare il bisogno di prendersi una pausa, dare spazio ai propri interessi muovendo mente e corpo: ecco  alcune chiavi del successo!

  • SPERIMENTAZIONE

Ci sono molti modi per studiare. Quello che funziona meglio può dipendere da caratteristiche personali ma anche da ciò che dobbiamo apprendere, che ha delle specificità intrinseche. Studiare storia o scienze, è uguale per me? Appunti, mappe concettuali, schemi, riassunti, strumenti multimediali, immagini, cinestesia: c’è un mondo di opportunità per apprendere. Scoprire cosa funziona meglio per ognuno di noi può essere un’avventura!

  • EMOZIONI E RELAZIONI

Apprendere non è soltanto un processo di pensiero, ma muove anche emozioni. Gioia per un obiettivo raggiunto o per una scoperta, rabbia e frustrazione per il contatto con i propri limiti, ansia per le aspettative e le richieste che sentiamo, tristezza quando che ci manca qualcosa per procedere, noia. Occorre imparare a gestire il nostro mondo emotivo nelle fasi di apprendimento,perché le emozioni sono fonte di grande energiapositiva, necessaria per sostenere lo sforzo psichico durante l’apprendimento (e la crescita!). Possono però anche creare un blocco(più o meno fisiologico). Per questo motivo aprirsi, confrontarsi e condividere è un’altra condizione fondamentale quando studiamo. Se infatti imparare richiede uno spazio individuale (dove poter creare delle domande e trovare le nostre risposte), è altrettanto vero che richiede anche un momento di confronto. Per elaborare ed approfondire le informazioni ci sono modalità utilissime e divertenti come il brainstorming, insegnare o spiegare ad un amico (azione molto diversa dal ripetere la lezione ad un genitore), fare pratica insieme … integrando il piacere che deriva dalla relazionealla fatica dell’imparare. Sì, perché imparare non è solo dovere ma anche divertimento.

  • VERIFICA

Il momento finale è quello della verifica: quanto ho fatto mio il nuovo? La scuola (e la vita) ci dà l’opportunità di avere dei momenti in cui mi fermo e metto alla prova rispetto a quanto il nuovo è diventato qualcosa che mi appartiene e che posso usare d’ora in avanti. Interrogazioni e verifiche sono la fase in cui si fa il bilancio: quanto ho imparato? L’investimento di tempo ed energie psichiche sono coerenti con il risultato ottenuto? Cosa ha funzionato nel mio metodo di studio? Devo modificare qualcosa?