COORDINAZIONE GENITORIALE NEI SERVIZI

 

 

DAL DIRE AL FARE : LA COORDINAZIONE GENITORIALE NEI SERVIZI PER L’ALTA CONFLITTUALITÀ

Il progetto nasce da una viva collaborazione tra lo Studio Associato Integrato 6inEQUIPE e Assistente sociale privato.

Le dr.sse Sabrina Ritorto e Elena Giudice sono entrambe socie di AICoGE,

coordinatrici genitoriali di esperienza e formatrici in materia.

 

 

Perché proporre il metodo nei servizi sociali?

Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non. Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia; il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendoed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale; monoparentali; famiglie di fatto; e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con i genitori conflittuali; con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora appresi; l’invasione emotivo-relazionale delle coppie altamente conflittuali presuppone stili, metodi, strumenti relazioni ad hoc da parte del professionista.

Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di co-genitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido condiviso, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni.

 

Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazioni di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare "missioni impossibili"?

Diverse indicazioni arrivano dal metodo della coordinazione genitoriale. Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale o attivato su consenso dei genitori. Un metodo che mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino il conflitto senza volerlo. È allora necessario cheil professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare e verificarne l’effettiva messa in atto. I figli devono tornare ad essere il centro dell’impegno dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali.

Inoltre, attraverso questo metodo strutturato e contenitivoi servizi sociali hanno la possibilità di programmare il lavoro piuttosto che agire su costanti urgenze e spalmare le pore degli operatori nel lavoro con più situazioni piuttosto che concentrarsi solo su alcuni casi che richiamano costantemente l’attenzione degli operatori. L’attenzione di questo metodo sia all’efficacia- raggiungere obiettivi minimi, possibili e trasparenti - sia all’efficienza mette al centro non solo l’interesse dei minorenni e delle loro famiglie ma anche quello della comunità nel suo insieme grazie ad un migliore redistribuzione delle risorse professionali evitando inoltre il rischio di burn-out e di difesa.

 

Proposta progettuale ed economica

Sulla base del Vostro interesse si proporrà un progetto individualizzato con relativo costo ANCHE ON-LINE:

 

 

 

 FORMAZIONE

formare coordinatori genitoriali

         9 giornate di formazione per un totale di 50 ore e richiesta di crediti formativi per assistenti sociali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IMPLEMENTAZIONE DEL SERVIZIO

Interno (personale già formato):

individuazione di situazioni sia in carico sia nuove da cui partire

8 ore di accompagnamento alla strutturazione del lavoro operativo del Servizio con costruzione di documentazione

accompagnamento alla costruzione di un Protocollo interno, con l’autorità Giudiziaria e i servizi specialistici

Ricerca professionista esterno: contratto con l’Ente:

L’Ente definirà l’orario settimanale, la sede di lavoro ed il costo orario dell’operatore in proprio. Le professioniste supportano nella ricerca del professionista più adatto. Questa proposta si associa a quella precedente laddove l’Ente ritenesse opportuno avere un altro professionista in aggiunta ai propri già formati.

Convenzione con professionisti privati esterni: presso l’Ente

Trattazione di un numero di casi concordato, minimo 5, presso i vostri uffici

Trattazione di un numero di casi concordato presso i nostri studi

Accompagnamento alla creazione di un Protocollo interno e con l’Autorità Giudiziaria e i servizi specialistici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SUPERVISIONE PROFESSIONISTI INTERNI

La supervisione degli operatori - coordinatori genitoriali -

2 ore al mese per 11 mesi presso la vostra struttura e 10 ore di supervisione online o telefonica al bisogno per gestire dubbi/urgenze

 

ATTIVITA' DI RICERCA PER ANALISI

descrittiva

di efficacia rispetto agli obiettivi definiti

di efficienza

 

OFFERTA AGGIUNTIVA

Per pacchetti di servizi che includono i seguenti servizi la formazione, l’organizzazione del servizio, la supervisione

è inclusa l’offerta di:

organizzazione congiunta di un evento di sensibilizzazione/informazione territoriale con avvocati, CTU, altri professionisti

raccolta dati pre e post attivazione del servizio di coordinazione genitoriale con identificazione delle differenze di costo per l’Ente della trattazione dei casi con il metodo della coordinazione genitoriale (ricerca di efficienza economica) e di ricerca descrittiva e di efficacia rispetto gli obiettivi.

 

A disposizione per qualsiasi chiarimento, scrivendo a info@6inequipe.it

 

 

Laddove ricevessimo più richieste di informazioni rifaremo un evento di successo come quello già realizzato.