Mamma contro Papà: quando il conflitto coniugale si sposta sul piano genitoriale.

Mamma contro Papà: quando il conflitto coniugale si sposta sul piano genitoriale.

Parliamo di alienazione genitoriale quando l’obiettivo di un genitore è di allontanare, distogliere, estraniare, un figlio dall’altro genitore. Questo succede quando l’immagine di un genitore viene sistematicamente demolita dall’altro genitore, in una estenuante lotta di potere, dove tutte le rivalse che non si sono potute ottenere nella dimensione matrimoniale vengono spostate nel rapporto con i figli. E’ sicuramente il modo psicologicamente più dannoso per i figli attraverso il quale un adulto cerca di vendicarsi dell’altro.

I danni emotivi, anche a lungo termine, che vengono inflitti ai figli in questo modo possono essere molto gravi. Questo avviene perché l’adulto non riesce ad elaborare il fisiologico dolore legato alla separazione e anche la giusta rabbia in una sede altra rispetto al piano genitoriale; così la sete di vendetta, l’ostilità inesauribile e il carico di risentimento non trovano altro sbocco se non quello di coinvolgere i figli.

Chiedere ad un figlio di schierarsi contro l’altro genitore, pone il ragazzo di fronte ad una grave conflitto di lealtàche non può avere una soluzione positiva. Facciamo un esempio: un figlio che vede la madre piangere e che le sente dire: “tuo padre è un uomo cattivo, ci ha rovinato la vita, non ci vuole bene e ci ha abbandonati!!”, una volta con il padre comincerà a sentirsi a disagio, non tanto per come lui si comporterà ma perché divertirsi con il papà significherebbe fare un torto alla madre, mettere in dubbio le sue parole.  Questo è estremamente confusivo e destabilizzante giacchè il figlio non riuscirà più ad avere un rapporto libero ed autentico con il padre ma condizionato dal giudizio materno. Questo ovviamente può avvenire anche a ruoli alterni, laddove sia il padre ad accusare in maniera sistematica la madre di essere una persona spregevole.

Nessun figlio però può sopravvivere emotivamente ad un tale conflitto interno  e dunque, se costretto da una implicita od esplicita minaccia di perdita dell’amore da parte del genitore a cui è più legato, finirà per identificarsi con la posizione di quel genitore e rifiutare l’altro. Negare una sua percezione per salvaguardare la posizione del genitore che preminentemente si occupa di lui, sarà la soluzione più distruttiva per se stesso, ma l’unica possibile per salvaguardare il legame, che per lui è fonte di sopravvivenza.Il prezzo da pagare per il figlio è molto alto: la perdita di fiducia negli altri e una grande confusione interna rispetto al proprio vissuto.

E’ quindi molto importante che gli adulti riescano a prendersi in carico tutta la loro sofferenza rabbia e dolore verso l’altro, parlandone con amici, familiari o un terapeuta, ma stando ben attenti a non utilizzare i figli per sfogare tali sentimenti. I figli, come più volte abbiamo detto, hanno bisogno di entrambi i genitori, alienare il loro diritto ad una doppia genitorialità, a meno che sussistano elementi di pregiudizio, è una grave lesione per la loro crescita psicologica.

Quando i figli diventeranno via via più adulti, avranno gli strumenti per avere un giudizio proprio sui propri genitori, diretto e libero, nel bene e nel male.

PSICOLOGA/PSICOTERAPEUTA

Dr.ssa Valentina Benvenuti

 

 

 

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